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fabiovander.blogspot.it - Il blog di Fabio Vander - Email: fabio.vander@senato.it
DAY BY DAY

mercoledì 11 aprile 2018

Bettini e l'autocritica

Bettini è molto netto nell'analisi del voto del 4 marzo e nella valutazione della reazione del principale sconfitto, il PD. Parla di una autocritica inadeguata e di "divisioni che si acuiscono ancor di più in un quadro di complessiva irresponsabilità. Esse ormai riguardano le stesse prospettive di fondo del PD".

martedì 10 aprile 2018

D'Alema e l'autocritica

D'Alema sul Manifesto (10-4) si produce in una di quelle autocritiche che tanto piacciono ai dirigenti della sinistra italiana (le cui autocritiche sono di solito più belle -anche se meno profonde- delle loro sconfitte).

domenica 8 aprile 2018

Rossanda e la crisi

Rossana Rossanda sul Manifesto del 5 aprile ragiona delle elezioni del 4 marzo. La crisi della sinistra la pone nel tempo lungo, la vede come risultato terminale di un processo di autodissoluzione iniziato almeno dal 1989, dalla svolta di Occhetto.

martedì 3 aprile 2018

Hic et nunc

Che fare qui e ora? Il politologo Antonio Floridia analizza lo stato della sinistra e del centrosinistra italiani e fa delle proposte.
Intanto l'analisi. La sconfitta alle elezioni del 4 marzo ha punito tanto il centrosinistra moderato, cioè il PD, quanto la sinistra di LEU. 
Le ragioni rimandano (esaustivamente) alla natura politica di questi soggetti.

Honneth e il socialismo

Axel Honneth è un pensatore tedesco direttore dell'Istituto di ricerche sociali di Francoforte (la "Scuola di Francoforte"), in un'intervista al Manifesto (31 marzo) propone di tornare "a rimettere al centro dell'agenda culturale e politica 'l'idea di socialismo'".

lunedì 2 aprile 2018

Europa e politica

Sergio Fabbrini sul S24h del 1 aprile svolge alcune interessanti riflessioni sulla politica italiana dopo le politiche del 4 marzo e alla luce del contesto europeo. Contro l'antieuropeismo di sovranisti e populisti e il filoeuropeismo acritico (e interessato) delle élites, Fabbrini individua il problema giustamente impostato in questi termini: "come promuovere l'interdipendenza senza accettare l'invasività della governance europea sulle politiche nazionali?"